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DPonchio IntervistaIl Prof. Dino Ponchio, neo eletto Presidente Coni Veneto, si racconta in questa intervista tra passato, presente e futuro dello sport veneto, con uno sguardo rivolto al rilancio e al supporto dell’attività delle società dilettantistiche e di base

Prof. Ponchio, come ci si sente nei panni del Presidente del Coni Veneto?
«Mi sento come un nocchiero in un mare in tempesta in quanto non sappiamo bene in che porto ci condurrà la riforma dello sport voluta dalla politica. Comunque, come ho detto a fine assemblea, desidero essere il presidente di tutti, come si dice sempre, ma voglio dimostrare coi i fatti. Fatti da attuare con la collaborazione di tutti coloro che vorranno darla a me e allo sport veneto».

Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi?
«Ho maturato questa decisione dopo l’attenta analisi e riflessione sull’attuale delicata e difficile situazione dello sport e, in generale di tutta la società, accentuata dalla pandemia Covid. In ambito sportivo, che come detto, ci sono delle criticità derivanti dalla riforma Coni. Negli ultimi tempi inoltre abbiamo assistito alla fase ‘dura’ – nei confronti del Coni – per quanto riguarda l’applicazione della riforma governativa, in particolare nel lasciare a livello territoriale delle vere competenze tecnico-organizzative. Questo, oltre le premesse iniziali, mi ha stimolato molto e convinto a mettermi a disposizione del movimento sportivo Veneto».

Una decisione meditata quindi…
«Certo, che deriva anche dalla constatazione che stiamo vivendo un periodo storico epocale. Quando, prima o poi, ci lasceremo questa pandemia alle spalle, nulla sarà più come prima, sia nella vita sia nello sport. Ritengo quindi sia arrivato il momento di avere idee chiare e di essere concreti; dobbiamo limitare i danni, anzi, se possibile, estrarre dalle difficoltà delle opportunità. In questo senso, con la squadra che mi affiancherà e con l’aiuto dello sport veneto, dovremo trovare risposte a problemi nuovi e mai affrontati prima».

Coinvolgendo anche realtà ‘fuori’ dal mondo dello sport…
«Si, dovremo essere così bravi a ‘costringere’ ad interagire con noi anche Regione, Enti Locali, Istituzioni pubbliche e private, affinché ci supportino. È appurato che lo sport non è più solo attività ludica, sportiva, motoria e agonistica ma rappresenta un bene primario: è agenzia educativa, è risposta a bisogni sociali. Su questi temi si potrà e dovrà basare la futura azione del Coni. Un Coni di servizio e al servizio dello sport e di tutta la società».

Che presidente Coni Veneto sarà Dino Ponchio?
«Di certo non un uomo solo al comando. Il mio ruolo sarà soprattutto quello di rappresentare il movimento sportivo veneto, la sua forza, i suoi valori e le eccellenze espresse da sempre. Il mio programma si basa su una serie di proposte aperte alle idee di chi vorrà interagire con me. Tutti i suggerimenti verranno vagliati e recepiti. Voglio puntare ad una gestione del Coni in evoluzione, più un Coni ‘del fare’ e ‘non del dire’, quello dell’essere e non dell’apparite. Sembrano slogan ma posso assicurare che è quello che farò. Quindi porte aperte nella sede centrale di Padova e uffici provinciali che diventeranno ancor di più di servizio e al servizio del mondo dello sport. Inoltre sportelli di consulenza, di supporto e aiuto per le Società e Dirigenti che si trovano ad affrontare un periodo durissimo per tenere in vita le loro realtà associative. Un Coni quindi che svolgerà quel ruolo di coordinamento che gli spetta da statuto, ma che può e deve meritarsi nei fatti e nel rapporto non formale ma nel merito dei problemi con tutte le Federazioni».

Quanto la potrà aiutare la sua esperienza come dirigente sportivo?
«Non nascondo che l’esperienza decennale che ho maturato quale Direttore Scientifico della Scuola Regionale dello Sport (che Ponchio lascerà come già annunciato a inizio anno n.d.r.) mi ha molto aiutato a cogliere e capire le tante sfaccettature del nostro mondo, con le sue naturali differenze nelle attività, ma con problematiche spesso comuni. A questa trasversalità di interessi e problemi dovremo riferirci in futuro per operare delle economie di scala che, mai come ora, si rendono necessarie. Nel fare questo passo sono stato sostenuto, appoggiato e incoraggiato, da molti amici che ho contattato in modo informale prima di muovermi ufficialmente. Non nascondo che è anche mia intenzione continuare nel solco tracciato con grande capacità e maestria da Gianfranco Bardelle, cercando, naturalmente, di mettere del mio e avere un grande aiuto dalla squadra che mi affiancherà».

Prof. Ponchio, cosa si sente di promettere agli sportivi e allo sport veneto?
«Posso promettere che metterò tutto me stesso nel progetto che desidero portare avanti con la mia squadra, che non è formata solo dai componenti la Giunta, ma da tutti i rappresentanti del mondo sportivo veneto. Quindi non promesse da marinaio, ma sulle cose da fare, da fare bene e fare insieme a tutti, coinvolgendo in modo attivo le Istituzioni, Regione Veneto in primis».

(Alberto Cristani)